
Questo articolo lo dedichiamo ad un nostro follower che ci ha suggerito di parlare di Leonardo, dopo la messa in onda della fiction su Rai 1.
Basta pronunciare il suo nome per ricordare il grande scienziato, artista e inventore che è stato questo uomo. Nel 2019 si è celebrato il cinquecentenario della su morte e in questa occasione sono stati molti gli eventi organizzati in molte città di Italia, in particolare quelle dove lui ha vissuto.
Nonostante il 2019 sia finito, è comunque possibile ripercorrere i luoghi del grande scienziato che abbandonò Firenze per cercare fortuna e fama a Milano.
Il cavallo di Leonardo
Con una scultura in bronzo di un cavallo rampante alto oltre sette metri, Leonardo voleva celebrare la casata degli Sforza, suoi protettori.
Leonardo impiegò tempo ed energia per studiare la posa perfetta, che potesse far risaltare tutta la maestosità di questo nobile animale.
Disegnò numerosi bozzetti che ritraevano in modo quasi maniacale l’animale in posa. Purtroppo l’artista non riuscì mai a vedere realizzata la sua opera sia per l’elevato costo del bronzo ma anche per l’imminente invasione francese che lo costrinse alla fuga.
Charles Dent riprese il progetto in tempi moderni, con l’intento di coronare il sogno di Leonardo quasi 5 secoli dopo. L’uomo riuscì a trovare gli investitori e fece partire il progetto ma morì prima della fine dei lavori.
La realizzazione fu ripresa e finita dall’artista statunitense Nina Akamu e attualmente la scultura bronzea di oltre 7 metri si trova nell’ippodromo di San Siro. La particolarità di quest’opera, oltre la sua imponente altezza è anche la posa: il cavallo ha infatti la zampa anteriore sinistra e la zampa posteriore destra piegate.
La conchetta di Leonardo
I Navigli sono dei corsi d’acqua artificiali navigabili che attraversavano la città e che mettevano in comunicazione il lago di Como e lago Maggiore con la città di Milano fino a sfociare nel Po.
Attraversando molte città i Navigli attraversano terreni morfologicamente diversi e con molti dislivelli è perciò stato necessario “inventare” una sorta di ascensore per imbarcazioni per poter navigare in entrambe le direzioni.
Inutile dire che i Navigli furono dei canali importanti per il commercio ma anche per la realizzazione del duomo. Le grandi lastre di marmo della facciata (che riportavano la sigla A.U.F. cioè ad usum Fabricae) venivano lavorate direttamente nella cava di Candoglia e arrivavano nella città meneghina attraverso i Navigli.
Leonardo, durante la sua permanenza a Milano ha progettato il sistema delle chiuse o conchette con cui venivano sanati i dislivelli del terreno. Il principio è molto semplice: la conchetta sorge in prossimità di un dislivello e ha due porte che servono per “riempire o svuotare” la conchetta: nel primo caso l’imbarcazione “sale”, nel secondo “scende”. L’immagine animata di sotto mostra in modo semplice questo metodo ingegnoso.
Con la crescita della città e l’invenzione delle auto, molti dei navigli ora sono chiusi, ma possiamo ancora ammirare queste opere ingegneristiche presenti lungo il Naviglio Pavese (ancora funzionante) oppure alla Conchetta dell’Incoronata.
Quest’ultima fa parte di un naviglio ormai prosciugato e non più funzionante, ma permette ai più curiosi di riuscire a capire meglio questo sistema “ascensore” per le imbarcazioni.
Monumento a Leonardo da Vinci
In tempi moderni è stato inaugurato il gruppo scultoreo dedicato al grande genio.
La statua si trova di fronte il teatro La Scala, realizzata dallo scultore Pietro Magni e inaugurata nel 1872 in occasione del congresso di ingegneri e architetti che si svolgeva a Milano in quell’anno.
Il personaggio centrale della scultura è proprio Leonardo alto oltre 4 metri, raffigurato in atteggiamento pensoso.
Al livello sottostante sono raffigurati 4 discepoli dell’artista: Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, Cesare da Sesto e Gian Giacomo Caprotti.
Il basamento di Leonardo è ulteriormente decorato con 4 bassorilievi, ognuno dei quali raffigura una dote di Leonardo: pittura, scultura, stratega – architetto e idraulico.
Anche in questo caso non sono mancate le critiche verso l’opera, la più celebre è quella di Giuseppe Rovani che paragonò la scultura ad una bottiglia di vino (Leonardo) circondata da 4 bicchieri. Da qui il soprannome del monumento “on liter in quatter” che in milanese significa “un litro in quattro”.
Nei prossimi articoli parleremo di altri “luoghi di Leonardo”. Voi conoscevate questi luoghi? Ne avete altri da suggerirci?
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A presto!
