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Wall of Dolls: un muro contro il femminicidio

Per chi non lo conoscesse, il Wall of Dolls – muro delle bambole, è un muro nato per combattere il femminicidio e la violenza sulle donne.

Nasce come installazione artistica nel 2013 dall’idea della cantante Jo Squillo come simbolo per la violenza sulle donne: si tratta di una griglia appesa ad un muro cittadino su cui affiggere foto di alcune delle vittime e bambole in stoffa, sul modello delle classiche pigotte.

Per la realizzazione hanno dato il loro supporto 50 stilisti, 20 artisti e 30 associazioni no profit.
È un’installazione permanente che riprende una tradizione indiana per cui ogni volta che una donna subisce violenza, una bambola viene affissa sulla porta della sua casa. Chiunque ha la possibilità di recarsi al “Muro” e appendere la sua bambola, come testimonianza della lotta alla violenza sulle donne.

Il muro si trova in Via De Amicis, 2 a Milano, non lontano dalle Colonne di San Lorenzo.
La cantante Jo Squillo, sin dall’inizio ha voluto che quest’opera venisse mostrata in pubblico in modo che le persone che passano da li possano riflettere sull’impegno da esercitare per combattere quest’orribile crimine.

 

L’artista ha affermato:
“L’iniziativa vuole mandare un messaggio ed un appello al Ministro dell’Istruzione per l’introduzione nelle scuole dell’ora di Educazione Sessuale e Sentimentale, perché solo con un cambio culturale si può fermare il Femminicidio”

In occasione, è stata anche fondata una onlus di cui Jo Squillo e Giusy Versace sono le co-fondatrici.

Per chi dovesse averne bisogno è stato aperto uno Sportello di accoglienza Wall Of Dolls che è al servizio delle donne che vivono relazioni disfunzionali e di sofferenza nei rapporti di coppia, in famiglia e nel luogo di lavoro.

Lo sportello ha lo scopo di accogliere in anonimato le donne che si trovano in una situazione di disagio e disequilibrio emotivo ed in un evidente stato di sofferenza.

E’ aperto da Lunedì a Domenica dalle 16:00 alle 20:00 chiamando questo numero:

375-6700767

 

In alternativa è possibile chiamare il numero Antiviolenza e Stalking, il 1522.
Solamente nel 2020 il numero di chiamate è aumentato del 79,5% rispetto al 2019. Si è passati dalle 8.427 chiamate del 2019 alle 15.128.

Sono state create anche delle Case Rifugio che hanno lo scopo di assicurare un alloggio alle donne vittime di  violenza, completamente gratuite e con indirizzo segreto in modo da proteggerne l’incolumità fisica e psichica delle vittime.

Milano è stata la prima città ad esporre questo simbolo, la seconda è stata Venezia nel 2019, inaugurato da Donatella Versace.

Le città che hanno aderito a questo progetto sono:

  • Milano – Via De Amicis 2
  • Roma – Via degli Acquasparta
  • Genova – Piazza de Ferrari
  • Venezia – Fondazione Musei Civici
  • Brescia Via Solferino 22
  • Trieste – Via dei Navali 9

 

E voi conoscevate questa iniziativa? Ne conoscete altre da suggerirci?
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A presto!