
La Galleria Vittorio Emanuele II è una delle prime tappe di un turista che arriva per la prima volta a Milano.
In questo articolo vogliamo parlare della storia e di alcune curiosità legate a questa opera architettonica che affaccia su piazza Duomo.
Il nome
La galleria porta il nome del primo re di Italia il quale, nel 1865 nella cerimonia di inaugurazione dei lavori, posò la prima pietra.
Il progetto
Già agli inizi degli anni 60 del 1800, si diffuse l’idea di creare una “via commerciale chiusa” per cui furono pubblicati numerosi bandi.
L’unico progetto che venne approvato fu quello di Giuseppe Mengoni nel 1863, che ideò una galleria a pianta a croce con bracci di uguale lunghezza.
Durante la realizzazione furono apportate diverse modifiche, la principale è la lunghezza dei “bracci”.
La cupola
Il tetto della galleria è di forma curva, composta da archi di ferro che sostengono pannelli di vetro.
Gli edifici che si affacciano al centro della galleria riproducono l’arco del tetto con delle lunette dipinte, raffiguranti i quattro continenti: Europa, Asia, Africa e America.
Un osservatore, posizionandosi al centro in corrispondenza della cupola e osservando il tetto, avrà l’impressione che il tetto sia composto da una circonferenza inscritta in un ottagono.
Proprio per questo motivo la cupola viene definita anche come l’ottagono.
Il pavimento
Il pavimento è in marmo e al centro, quasi sotto la cupola, sono raffigurati quattro stemmi raffiguranti la città di Milano e le città che sono / sono state capitali di Italia: Roma, Firenze e Torino.
Una malsana tradizione di “buon auspicio” prevede di girare 3 volte sullo stemma della città di Torino, in particolare sulle “palle del toro” facendo perno sul tallone destro. Questo comporta una costante usura del mosaico che è spesso soggetto di manutenzione.
Il simbolo della borghesia meneghina
Realizzata in soli 3 anni, alla fine dell’ 800 divenne subito luogo della movida borghese meneghina, che frequentava negozi eleganti ristoranti e caffetterie (alcune delle quali ancora presenti).
C’è una regola che ancora oggi deve essere rispettata da tutti i negozi presenti in galleria, ovvero adattare il proprio logo allo standard della galleria: un’insegna con la scritta dorata su sfondo nero.
Swarovski è uno tra i numerosi negozi di moda/gioielleria di alta moda che ogni anno sponsorizza la realizzazione di un maestoso albero di Natale, proprio sotto “l’ottagono“.
Altre gallerie
Molte città, europee e non solo hanno costruito delle gallerie commerciali, riprendendo lo stile milanese.
A Napoli, per esempio, si trova la galleria Umberto I, molto somigliante alla galleria meneghina, ma opere architettoniche simili possiamo trovarli anche a Düsseldorf (Germania), Dallas, Huston (USA), Toronto (Canada).
E voi sapevate queste curiosità legate alla galleria meneghina? Ne conoscete altre da suggerirci?
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A presto!
