
Porta Venezia oltre ad essere conosciuta come il quartiere arcobaleno di Milano, è anche uno dei quartieri più ricchi di edifici in stile Liberty. In questo articolo vi mostriamo quali sono i principali edifici caratteristici di questo stile architettonico.
Un consiglio che mi sento di dare è quello di considerare questo articolo come una mini guida turistica per visitare questo meraviglioso quartiere.
Hotel Diana
Si trova in Viale Piave n. 42 (MM1 fermata Porta Venezia).
Progettato da Alberto Manfredini nel 1907 e inaugurato nel 1908. Prese il posto dei Bagni Diana (1842), prima scuola di nuoto maschile in Italia, e successivamente al Kursaal Diana che comprendeva un teatro, un hotel, un ristorante e la grande piscina dei Bagni Diana.
Nel corso degli anni ha subito numerose modifiche, a causa di un’attentato gli interni, purtroppo, non sono più quelli originali, a differenza della facciata esterna che è rimasta quella originale. In seguito alla costruzione dell’hotel la grande piscina fu rimossa per far posto ad un giardino.
Nel 1914 ospitò la prima edizione dell’EICMA, conosciuta come Salone del Ciclo e Motociclo, è la più importante fiera di esposizione di motocicli a livello mondiale.
Dal 2001 il teatro è utilizzato come spazio per eventi e sfilate di Gucci.
Casa Galimberti
Si trova in Via Malpighi 3, progettato dall’architetto Giovanni Battista Bossi ed è considerato il palazzo di maggior rilievo del liberty milanese.
Il palazzo è costituito da due parti diverse tra loro all’angolo tra Via Malpighi e Via Sartori.
Al piano terra ci sono locali pubblici e negozi; l’edificio consta in tutto di 4 piani, con 4 appartamenti per piano.
La caratteristica principale di questo edificio è la facciata esterna, ricoperta di decorazioni fatte con piastrelle in ceramica e dai balconcini in ferro battuto.
Al primo piano sono raffigurate delle figure femminili, tipiche dello stile liberty, mentre ai piani superiori sono raffigurati dei motivi floreali.
Casa Guazzoni
Si trova al n.12 di Via Malpighi, non molto lontano da Casa Galimberti. Progettata dall’architetto Giovanni Battista Bossi su incarico di Giacomo Guazzoni.
Il palazzo ha un corpo doppio a forma di L su un lotto trapezoidale ed è posto all’angolo tra Via Malpighi e Via Melzo.
A differenza di Casa Galimberti che ha come caratteristica la facciata esterna decorata con piastrelle in ceramica, Casa Guazzoni, invece, ha la facciata esterna decorata con putti e fiori in cemento che insieme ai balconi in ferro battuto creano un effetto chiaroscurale.
Altre note caratteriste sono il corpo scale di forma esagonale, con ringhiera in ferro battuto e gradini di marmo a sbalzo, e il corridoio attraverso cui passano le macchine è caratterizzato da un cancello anch’esso in ferro battuto.
Non molto distante da Casa Guazzoni c’è l’Ex cinema Dumont.
Si trova in via Frisi n.2/4, ed è il secondo cinema costruito in Italia dopo il Lumiere di Pisa. Della costruzione originale rimane solo la facciata esterna realizzata in stile liberty con decorazioni floreali, oggi è utilizzata come biblioteca comunale.
La sala del cinema è stata trasformata in un’autorimessa ad uso privato.
Casa Campanini
Si trova in Via Vincenzo Bellini al n.11, costruita dall’architetto Alfredo Campanini con l’intenzione di diventare la sua residenza.
La caratteristica di Casa Campanini sono le cariatidi presenti ai lati dell’ingresso principale, rappresentano un omaggio alle cariatidi del Sommaruga poste in origine all’ingresso di Palazzo Castiglioni, queste a differenza delle altre esprimono emozioni malinconiche.
Il cancello d’ingresso in ferro battuto, disegnato dallo stesso Campanini, che riprende i motivi floreali tipici dello stile liberty.
Gli stessi motivi floreali è possibile trovarli anche all’interno del palazzo.
Casa Campanini insieme a Palazzo Castiglioni costituiscono uno degli esempi tipici del liberty milanese.
Palazzo Castiglioni
Si trova in Corso Venezia n.47.
E’ considerato il primo edificio liberty di Milano. Costruito dall’architetto Giuseppe Sommaruga su richiesta di Ermenegildo Castiglioni.
Il palazzo è costituito da tre piani, con due facciate, una principale sulla strada e una secondaria sul giardino. Ha un basamento con bugnato grezzo che riprende le forme naturali della roccia; le altre decorazioni presenti sono una ripresa dello stucco in stile settecentesco.
Inizialmente ai lati del portone principale erano presenti due grandi statue che rappresentavano due allegorie (allegoria della pace e dell’industria). Queste due statue sono state fortemente criticate per inutilità funzionale, non avevano una funzione di supporto, ma soprattutto per eccesso decorativo e di nudità. Tanto che nel corso degli anni il palazzo è stato soprannominato come Cà di Ciapp, ovvero “casa delle chiappe”.
In seguito alle critiche le statue furono poi rimosse e portate a Villa Romeo – Faccanoni (oggi Clinica Columbus) ai lati di un’entrata secondaria, e sostituite con un bassorilievo.
Gli arredi interni furono distrutti dalle truppe americane che occuparono il palazzo nel 1945 e utilizzati come legna da ardere. Si salvarono soltanto le decorazioni, i ferri battuti e le lampade. Una caratteristica degli interni di questo palazzo sono lo scalone principale e la Sala dei Pavoni per le sue decorazioni.
L’obiettivo di Ermenegildo Castiglioni era quello di autocelebrarsi e di costruire un palazzo maestoso che sarebbe stato impossibile non notare.
Oggi, Palazzo Castiglioni è la sede dell’Unione Commercianti di Milano (Unione del commercio – Confcommercio).
Non è aperto al pubblico, ma è possibile visitarlo solo in occasioni particolari come mostre fotografiche.
E voi conoscevate questi palazzi? Ne conoscete altri da suggerirci?
Fatecelo sapere con un commento sulla nostra pagina Instagram oppure scriveteci a inforaccontami2021@gmail.com.
Per leggere altri articoli clicca qui.
A presto!
