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Le porte di Milano

Le antiche porte di Milano che spesso danno il nome alla fermata della metropolitana sottostante, ancora oggi sono un collegamento tra presente e passato.

Ovviamente la Milano medievale e rinascimentale era molto più piccola della metropoli moderna e gli archi erano gli unici punti di accesso ricavate dalle mura di cinta, che si presume risalgano all’epoca romana (vi erano anche delle porte secondarie, chiamate pusterle, ma non ne parleremo in questo articolo).

Porta Venezia

Uscendo dall’omonima fermata della metro rossa, è possibile trovarsi davanti due imponenti monumenti, un tempo caselli daziali che sorgono su dei bastioni spagnoli ormai demoliti.
I caselli daziali hanno sostituito una delle 6 porte di accesso della città rinascimentale, in particolare Porta Orientale, in milanese chiamata anche “Porta Renza” perché Renzo Tramaglino de “I promessi sposi” entrò in città passando da qui.

Il progetto del complesso daziale fu inizialmente realizzato dal Piermarini, ma la realizzazione che vediamo ancora oggi nasce dal progetto di Rodolfo Vantini. I due edifici sono stati realizzati nei primi anni del 1800 e riprendono chiaramente uno stile neoclassico che riconosciamo “nell’altezza” dell’edificio e dalle colonne che circondano i due edifici.
Per altre curiosità legate al quartiere di Porta Venezia cliccate qui.

Porta Romana

Uscendo dall’omonima fermata della metro gialla, ci si trova di fronte al punto di accesso più a sud e come suggerisce il nome, collegava Milano con la strada per arrivare a Roma.
Secondo alcuni studi l’antica arcata risale all’epoca della dominazione romana, distrutta in seguito all’assedio di Milano (1162) da parte di Federico Barbarossa e successivamente ricostruita.
Secondo una leggenda il dono di nozze di Filippo III alla sua futura sposa Margherita d’Austria-Stiria, fu la modifica della pianta di Milano. Vedendola dall’alto la città sembrava avere la forma di un cuore, la cui punta era costituita proprio da Porta Romana.

Porta Garibaldi:

Conosciuta come “Porta Comasina” fino al 1860, si suppone sia di epoca romana, ristrutturata in epoca medievale e modificata ulteriormente in epoca rinascimentale.

La configurazione che ancora oggi possiamo vedere percorrendo corso Como, risale all’epoca Napoleonica (1826-1827). Durante questi anni il governo austriaco affidò a Giacomo Moraglia il compito di riprogettare Porta Comasina la cui funzione militare era cambiata.
L’architetto ispirandosi ai progetti di Cagnola (che realizzò l’Arco della Pace e Porta Ticinese), decise di costruire un arco trionfale fiancheggiato da due caselli daziali.

 

Porta Ticinese

Quartiere Ticinese è uno dei quartieri più antichi di Milano e si sviluppa tra via Torino e corso di Porta Ticinese.
La particolarità di questo quartiere è che oggi si può ammirare l’arco di porta Ticinese creato dall’architetto Cagnola a inizio ‘800, ma anche l’antica porta medievale vicino le famose colonne di San Lorenzo.

La porta medievale era costituita da una sola apertura, ma nel 1861 Camillo Boito fece aprire anche i due varchi laterali, proprio come la vediamo ancora oggi.

La versione del Cagnola è in stile neoclassico e fu costruita al termine delle guerre napoleoniche.
La struttura presenta la scritta latina “paci populorum sospitae” che significa “Alla pace liberatrice dei popoli”.

Per poter ammirare le due opere è possibile arrivarci con la metro verde (fermata porta Genova) oppure arrivando da Duomo, percorrendo via Torino con negozi di ogni genere e sempre brulicante di gente.

 

E voi conoscevate questi antichi punti di accesso alla città? Ne avete altri da farci conoscere?
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